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Architettura organica: quando l’edificio abbraccia la natura

Era il lontano 1893 quando Frank Lloyd Wright uno degli archistar più celebri del XX secolo, padre dell’architettura moderna, iniziava la sua carriera a Chicago, partecipando alla ricostruzione della città dopo il Big Fire.

Viaggerà molto. Tappa fondamentale nella sua ricerca architettonica è legata alla scoperta della cultura giapponese che influenzerà notevolmente la sua evoluzione artistica.

Nella sua visione architettonica l’edificio e la natura diventano un tutt’uno dando vita all’idea di architettura organica. Egli si focalizza sull’integrazione dell’edificio nel paesaggio, favorendo il concetto di armonizzazione con l’ambiente naturale circostante.

Il suo nome è legato alla Broadacre City, un modello di città del futuro, basato sul concetto di vivere la natura, che si contrappone a quello di città ad alta densità abitativa promosso da Le Corbusier e incarnato da New York. 

La città del futuro di Wright si sviluppa orizzontalmente e pare disperdersi nell’ambiente naturale armonizzando i confini tra città e campagna, esaltando i principi fondamentali di libertà e indipendenza.

Tra il 1936 e il 1939, Wright progettava in Pennsylvania un altro esempio di spicco di architettura organica: la Fallingwater House, la casa sulla cascata. 

La villa è divenuta un caposaldo per gli architetti di tutto il mondo poiché Wright decise di integrare la cascata nel suo progetto. Il risultato fu spettacolare e suggestivo al tempo stesso: le terrazze a sbalzo si incastonavano perfettamente nella roccia, quasi a fondersi con essa, i tetti parevano allungarsi per cercare il dialogo con la natura, fino a creare un rapporto armonico perfetto fra le linee orizzontali dell’edificio e quelle verticali della natura circostante.

L’opera più rappresentativa e iconica con la quale Wright impose il concetto di architettura organica è espressa dal Guggenheim Museum di New York.

Lo spazio espositivo concepito dall’architetto è un unico ambiente avvolgente che appare come una spirale che si incardina nel terreno. 

Colpisce l’assenza delle sale espositive tradizionali, infatti i percorsi e le sale espositive sono integrati.

Il visitatore ha la sensazione di essere rapito in uno spazio affascinante e unico quando viene portato al livello più alto dell’edificio da un ascensore per poi essere invitato a seguire un percorso discendente, ammirando le opere d’arte esposte proprio sulla rampa a spirale. 

L’atmosfera è resa ancor più suggestiva dalla luce naturale diffusa originata dal magnifico  lucernario che copre lo spazio centrale e che pare rievocare i motivi e le linee di Escher.

Altro celebre nome legato all’architettura organica è  quello Javier Senosiain, architetto messicano che volge la sua ricerca creativa al raggiungimento della completa armonia tra architettura e natura attraverso l’immersione degli spazi abitativi nell’ambiente circostante, ispirandosi al grande maestro catalano Gaudì nella realizzazione di opere che spesso fanno sfoggio di  brillanti mosaici policromi.

Le forme delle sue abitazioni si configurano secondo volumi curvilinei, arrotondati e sinuosi, nel rispetto degli equilibri organici e della straordinaria intelligenza dell’architettura della natura.

Tra le sue architetture organiche più famose il Nido di Quetzalcoatl, dal nome del dio serpente azteco, è uno spettacolare edificio dalla sinuosa forma di serpente costituito da dieci appartamenti immersi nel bosco.

Costruzioni circondate da splendidi giardini e sentieri verdeggianti che creano percorsi armonici dai colori luccicanti che esprimono e rifulgono la forza degli elementi naturali.

Vivere e abitare questi edifici, che sembrano essere stati catapultati in questa dimensione direttamente da un libro di fiabe, rappresenta un’esperienza emozionale surreale.

La bocca del serpente è stata edificata intorno a una grotta naturale, nella testa e negli occhi sono incastonati cerchi di ceramica policromi ispirati all’arte degli indigeni delle montagne centrali del Messico, i Huichol, questa cultura è presente anche in molti altri dettagli della fantastica struttura di Senosiain.

Quest’opera è un invito del suo architetto al ritorno alla natura come ricerca di una nuova integrazione tra l’uomo e il suo ambiente.

E allora si potrà immaginare di ascoltare il rumore del mare comodamente sdraiati sul divano a forma di fiore e prendere il sole circondati da centinaia di piccole vetrate colorate nella Nautilus House, la casa conchiglia, progettata per evadere dal caos metropolitano.

Questa abitazione fantastica, i cui interni sono ispirati ai fondali marini, rispecchia perfettamente il pensiero del suo architetto quando afferma che:

La casa organica nasce con l’idea di creare uno spazio adatto per l’uomo. La sua origine è la natura… simile ad un igloo e alle braccia di una madre che è intenta a coccolare il suo bambino”.

Prendendo a prestito le parole dell’illustre filosofo e poeta  francese Gaston Bachelard, un’altra frase sembra risuonare tra le stanze del Nautilus: il mistero è nell’arte del modellare non nella forma.