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Isole della Sardegna

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Sardegna, isola misteriosa forgiata dal vento, dal mare e intrisa di profumi inebrianti e intensi colori pastello, è circondata da numerose isole e isolette che la adornano come le perle argentee di una collana preziosa e unica. 

Raccontiamole una ad una queste perle: ve ne sono di grandi e di meno conosciute, ma tutte custodiscono paesaggi mutevoli e atmosfere che evocano armonia e benessere immerse in una natura ancora selvaggia e incontaminata.

Asinara: l’isola che fu l’Alcatraz italiana

Di fronte alla Punta di Capo Falcone, nella parte nord-occidentale della Sardegna, si materializza davanti ai nostri occhi l’Isola dell’Asinara che con i suoi  52 chilometri quadrati di superficie costituisce una delle più grandi isole della costa sarda. Deve il suo nome all’asinello bianco che la abita e che ne è divenuto il simbolo.

L’isola, che per decenni rimase inaccessibile a causa della sua destinazione carceraria, ospita oggi la sede del Parco Nazionale dell’Asinara grazie al quale è preservato il suo ambiente naturale, le svariate specie selvatiche autoctone e le sue splendide coste. 

L’Arcipelago che fu strategico per Napoleone

Nel lato nord-orientale della Sardegna, Con i suoi 180 chilometri di costa e oltre 60 isole, si incontra il Parco Nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena

Il celebre arcipelago per la sua posizione strategica attrasse nel tempo figure storiche di rilievo  tra cui Napoleone Bonaparte, l’ammiraglio Nelson e Garibaldi, l’eroe dei due mondi.

Non solo storia, ma anche fascino, suggestione evocano le sette isole maggiori che compongono l’arcipelago e i tanti isolotti che sorgono dal mare tutt’intorno. 

Così, è possibile ammirare i colori e i profumi che raccontano queste isole-perle con i loro nomi che risuonano nel vento: La Maddalena, Caprera, Santo Stefano, Spargi, Budelli, Santa Maria e Razzoli

Un paesaggio ambientale tra i più suggestivi per fauna, flora e morfologia con svariate specie vegetali endemiche e rarissime.

La spiaggia rosa

Il colore rosa della spiaggia di Budelli creato da una natura incontaminata pare derivi da frammenti di gusci calcarei di un piccolo organismo che aderisce a conchiglie e coralli che accumulatisi sulla spiaggia le hanno conferito questo splendido colore rosa pastello unico e affascinante. Evoca il colore intenso e vibrante della casa-studio Pedregal, oggi Patrimonio Culturale dell’Umanità, progettata dall’architetto messicano Luis  Barragán, a Città del Messico. 

Chissà se il famoso architetto è stato ispirato dal fascino del colore della spiaggia rosa di Budelli. Vero è che nei suoi progetti residenziali, ogni piccolo dettaglio era studiato per generare benessere e relax ispirandosi proprio agli elementi naturali quali la luce, l’aria, la pietra.

E il suo pensiero principe ben si armonizzava con tali cure di dettagli, egli infatti riteneva che “tutta l’architettura che non esprime serenità fallisce nella sua missione spirituale“.

L’isola delle capre dai denti d’oro

Il nostro racconto continua con l’Isola di Tavolara, una imponente montagna calcarea e granitica di oltre 500 metri di altezza che si erge dal mare sul golfo di Olbia. Suggestive pareti rocciose a picco sul mare nascondono la natura selvaggia di quello che è definito il più piccolo regno al mondo. 

Il magico territorio che la caratterizza è per lo più quello della macchia mediterranea, tra cui splende il giallo dell’elicriso, il ginepro, il rosmarino, il lentisco e il geranio selvatico.

La leggenda narra che il re Carlo Alberto di Savoia fosse giunto sulle sue coste spinto dalla ricerca delle mitiche capre dai denti d’oro, colore derivante dall’elicriso di cui le capre si nutrivano.

L’isola avvolta nel mistero

Poco distante da Tavolara, sorge l’isola granitica di Molara dove la macchia mediterranea custodisce i resti medievali di un villaggio e una piccola chiesa. 

L’atmosfera di quest’isola è carica di misteri, segreti e leggende che risuonano nelle sue stradine e nelle rocce impervie che la avvolgono, riecheggiano portati dal vento i racconti di papi esuli, di pirati e di giovani amanti…e pare che il fondo del mare custodisca il relitto di una nave.

Isola di pescatori e maestri d’ascia

Nell’estremo sud-0vest della Sardegna, si trova la maggiore isola del Sulcis: Sant’Antioco. L’isola è unita alla Sardegna da un istmo artificiale di probabile origine punica e romana. 

L’isola, abitata sin dal III millennio a.C., presenta testimonianze prenuragiche, quali le domus de Janas e i menhir (dei megaliti monolitici). 

Sant’Antioco, borgo di pescatori di grande fascino con le sue case colorate, in origine Sulky, deve la sua fondazione ai Fenici, a cui seguirono i Cartaginesi e i Romani.

Attualmente è abitata dalla popolazione tabarchina, come nell’isola di San Pietro, nella parte settentrionale, dal nome della popolazione di liguri che giunse qui dall’isola tunisina di Tabarca.

Caratteristico il porticciolo di Sant’Antioco e il Museo del Mare e dei Maestri d’Ascia, sul lungomare Cristoforo Colombo con le barche dei pescatori ormeggiate fino a tarda sera, vera memoria storica dell’anima marinaresca del borgo che dà rilievo all’eccellenza locale dei Maestri d’Ascia, mestiere antico ricco di fascino e tradizione: come veri e propri artisti, da millenni, modellano il legno trasformandolo in scafi in grado solcare le acque dei mari. 

Oltre al suo patrimonio storico e culturale, l’Isola di Sant’Antioco offre bellissime spiagge ornate da rocce chiare e una macchia mediterranea caratterizzata da rarissimi ginepri fenici, secolari palme nane e inebrianti essenze mediterranee. Suggestive le baie dove si trovano le cale di Grotta e della Signora. 

Nell’estrema punta a sud è presente Capo Sperone con il suo mare azzurro e cangiante con le tipiche distese di peonie rosa e sullo sfondo le isolette della Vacca e del Toro, aree protette.

Isola di San Pietro e Carloforte

L’Isola di San Pietro, di origine vulcanica, è una delle due isole dell’arcipelago del Sulcis nota fin dall’antichità dai Fenici, Greci e Romani. 

La parte occidentale e settentrionale si caratterizza per la presenza di insenature, grotte, falesie e piscine naturali con poche e piccole spiagge.

Il colore del mare è di un verde smeraldo, mentre il colore delle falesie varia dall’ocra al bianco e grigio dei basalti e al rosso cupo.

L’entroterra è impreziosito dalla macchia mediterranea, nell’aria si sprigionano i profumi di corbezzolo, rosmarino, pino d’Aleppo e delle palme nane. 

Unico centro abitato dell’isola è Carloforte, un borgo caratterizzato da strade strette con case perlopiù a due piani che rievocano i colori dei paesi liguri.

Queste sono solo alcune delle perle che circondano la Sardegna, isole e isolette che non cessano mai di ispirare e meravigliare grazie alla luce che emanano e al fascino che si rinnova ogni giorno con i loro colori e i loro misteri profondi legati a una terra che ha tanto da raccontare.

Acquistare un immobile in Sardegna significa acquistare un pezzo di storia di una delle terre più antiche, suggestive e magiche che si possano trovare.